EFFETTI CURATIVI DELLA LUCE UV-A A GRANDE LUNGHEZZA D'ONDA  
Ciò riveste un'importanza tutta particolare poiché i raggi naturali del sole arrivano sempre meno sull'uomo.

Durante questi ultimi decenni, gli effetti biologici della luce del sole sono stati accuratamente studiati, il loro uso terapeutico si è sensibilmente propagato ed i ricercatori hanno ottenuto ottimi risultati con la luce ultraviola a grande lunghezza d'onda (uv-a).
Grazie agli apparecchi a luce ultraviola di nuova concezione, queste esperienze sono ora alla portata di un pubblico più vasto, per la prevenzione e la cura di diverse malattie e per il mantenimento della salute.


L'inquinamento dell'aria, la costruzione di palazzi che fermano i raggi (strade strette), il fumo e la forte nebulosita' diminuiscono l' intensita' dei raggi solari. Inoltre, l'uomo moderno rimane la maggior parte del tempo in locali chiusi e trova appena il tempo e l'occasione di esporre il proprio corpo nudo ai raggi del sole. Ne risultano fenomeni gravi, quali una cattiva colorazione della pelle, una tendenza maggiore alle infezioni, una diminuzione delle prestazioni fisiche, e a volte anche gravi malattie. Un'esposizione al sole regolata e dosata bene, favorisce, come vedremo, i processi vitali del corpo umano.
 
     
  EFFETTI SUI PROCESSI METABOLICI

 
  METABOLISMO DEI MINERALI:
La luce UV mobilita il fosfato di calcio e aumenta il metabolismo del calcio nelle ossa.
Gli apparecchi a irradiazione sono quindi indicati per il trattamento delle fratture
(Weiss e Ziegler)
. La luce ultraviola stimola la produzione della vitamina "D" della pelle,
dalla provitamina.
La vitamina D favorisce il metabolismo fosfocalcico (tronnier) e ha una azione antitarchica.
Con le radiazioni si possono quindi prevenire e guarire il rachitismo (Wikermann), le malattie imparentate come l'epilessia (ipereccitabilità del sistema nervoso del bambino) e le tètanie (spasmi muscolari dovuti a una carenza calcica) (Lambert, Schliephake).
 
     
  METABOLISMO DEI GAS:
Irradiazioni ripetute possono normalizzare un metabolismo di base troppo elevato, o per lo meno abbassarlo aumentando il quoziente respiratorio (rapporto tra anidride carbonica liberata e ossigeno consumato) (Lehmann). L'irradiazione UV migliora l'economia respiratoria ed impedisce inoltre un calo del quoziente respiratorio dopo uno sforzo corporeo (Seitz).
 
     
  METABOLISMO DELLE PROTEINE:
Gli UV-A a grande lunghezza d'onda aumentano la degradazione di alcune proteine e l'eliminazione dell'azoto. Abitualmente l'azoto proteico (scoria dell'urea) diminuisce (Pineussen). In pratica, i raggi UV-A purificano e disintossicano il sangue.
 
     
  METABOLISMO DEI GRASSI:
Non ci sono a questo proposito risultati concordanti. Si suppone comunque, che il tasso di colesterolo sanguigno viene abbassato (Malctusku, Hubert, Altischul).
 
     
  METABOLISMO DEI CARBOIDRATI:
L'irradiazione UV abbassa il tasso di glicemia troppo elevato (Lampert, Schiephake). Anche la tolleranza allo zucchero viene aumentata (Bcallos, Doenffner). L'irradiazione UV-A è quindi una terapia di complemento del diabete.
 
     
  METABOLISMO DELL'ACIDO URICO:
L'irradiazione UV-A favorisce la degradazione e l'escrezione dell'acido urico (Piucussen e Coll) e il suo uso è quindi indicato in caso di gotta (Mejer/Seitz).
 
     
  METABOLISMO DEL LAVORO:
il consumo delle calorie nelle cellule mUscolari diminuisce dopo irradiazioni ultraviola e il rendimento aumenta fino al 60% (Mejer/Seitz). Ciò è dovuto al fatto che l'acido lattico viene trasformato in "materia combustibile" (glicogeno) e la forza muscolare, quindi, aumenta sotto l'effetto di un'irradiazione sistematica agli UV. In questo modo la possibilità di sottoporsi ad allenamenti intesi durante i mesi invernali viene migliorata sino a renderla simile al livello che si può raggiungere in estate.
 
     
  EFFETTI SUL SANGUE E GLI ORGANI CIRCOLATORI:
La luce ultraviola produce un calo della pressione sanguigna patologicamente elevata (Slenkier). Il midollo osseo produce più globuli rossi, il tasso di emoglobina aumenta e il trasporto di ossigeno viene migliorato. Si ottengono quindi buoni successi terapeutici nei casi di anemia secondaria dovuta ad una malattia primaria (diminuzione del numero dei globuli rossi) (Cleiton).
Grazie all'aumentato apporto di ossigeno alle cellule del muscolo cardiaco, le irradiazioni UV hanno un'azione preventiva contro l'infarto del miocardio (Groller, Montaje). Ne è la riprova il fatto che, nei bambini affetti da ittero neonatale, la bilirubina, prodotta dalla degradazione della emoglobina in eccesso nel sangue, viene eliminata sottoponendosi ad un trattamento intensivo di raggi UV-A (Wishenaun).
 
     
  EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO:
La luce solare ha un'influenza ottimale sul sistema neurovegetativo. Una gran parte dei benefici precedentemente descritti sono dovuti a questa azione. Alcune ricerche hanno dimostrato che, durante irradiazioni con raggi UV-A, c'è prima la predominanza di una reazione vagotonica, seguita da una reazione simpaticomimetica. Abitualmente i soggetti reagiscono prima con un benefico senso di relax e poi, superato questo stadio, si sentono freschi e riposati, pronti per l'azione. I trattamenti con irradiazioni ultraviola si sono dimostrati particolarmente utili nei pazienti che presentano una distonia neurovegetativa. I raggi normalizzano il sistema neuro-vegetativo e ristabiliscono le condizioni presenti nell'uomo in buona salute. L'irradiazione UV rende più pronti nei riflessi aumentando l'attenzione e la concentrazione, migliorando la percezione e la risposta alla stimolazione (Sigmund).
 
     
  EFFETTO IMMUNITARIO:
I raggi UV aumentano la resistenza alle malattie infettive e virali. Il tasso degli anticorpi del sangue si eleva (Huntermuller). La formazione di anticorpi conferisce all'organismo una capacità maggiore di reagire contro le malattie virali quali la varicella, il vaiolo, la rosolia (Ubringen). Esperimenti fatti su larga scala nelle industrie e nelle scuole hanno dimostrato che le irradiazioni UV permettono di ridurre a 1/3 la tendenza di contrarre l'influenza, le malattie da raffreddamento e il reumatismo.
 
     
  FOTOSENSIBILIZZAZIONE IN SEGUITO AD ASSUNZIONE O UTILIZZO DI ALCUNI FARMACI O COSMETICI:
Verificare prima dell’ esposizione del cliente alle irradiazioni, che non abbia applicato od assunto i seguenti cosmetici , farmaci o medicamenti.
 
     
 
1 - FOTOSENSIBILIZZANTI PER USO ESTERNO
Reazione
fotoallergica a:
Profumi
Acqua di colonia (eau de toilette) - dopo
barba - bergamotto e suoi derivati
UV-A e UV-B
Antisettici
Nobacter - Exoseptoplix - Brasivol - Cutisan
LUCE in generale
Cosmetici
Prodotti contenenti sostanze vegetali
(Furocumarine) oppure estratti di carciofo
sedano - carota - angelica - limone
finocchio - prezzemolo - tonici
UV-A e UV-B
Lozioni
Prodotti a base di chinina
UV-A e UV-B
Detergenti per occhi
Blankofores
LUCE in generale
Schiuma da barba
Nobacter
LUCE in generale
Medicamenti
ad uso locale
Acido para-aminobenzoico = antisettico,
conservante, contenuto nelle pomate
(anche cosmetici), antimicosi (Jadit)
LUCE in generale
Coloranti
Coloranti come Cosina
Tribromofluorescina - Acridina - Rosa
bengala, Bleu di Metilene = contenuti in
preparazioni cosmetiche e farmacologiche
LUCE in generale
Pomate
Vitamina A acida = crema antiacne
(Acnestrol, Aberel, Effederm)
UV-A
Prometazina = crema antiallergica
(Polaramin-Fargan) e contro le punture
di insetti Catrame e derivanti = usati nelle
psoriasi e nelle dermatosi infiltrative
(Alphosyle)
LUCE in generale
Filtri solari
Gliceryl-p-aminobenzoati (GBA)
Triolleati di Digallol
LUCE in generale
Deodoranti
Batteriostatici
Rexona (Salicylalinides) - Phisohex
Septivon
UV-A e UV-B
deodoril (Esaclorofene) - Procutene
Triclorcarbanum - Solubacter
LUCE in generale
 
     
     
     
  DEFINIZIONI:

 
  FOTOSENSIBILIZZAZIONE
La fotosensibilizzazione è una reazione anormale della cute ai raggi dello spettro solare
(UV o luce visibile).
La fotosensibilizzazione è diversa dalla fotoallergia e dalla fotosensibilità.

 
  FOTOALLERGIA
Per fotoallergia si intende una reazione allergica catalizzata dalla luce (predisposizione individuale + sostanza fotodinamica + luce = reazione immunitaria). Si manifesta con reazioni eczematose,polimorfe,che insorgono con latenza di almeno 24 ore. Anche sulle zone no esposte alla luce. Richiede basse intensità di luce alle reazioni fototossiche ed una nuova pur minima riesposizione può scatenare una nuova rezione cutanea o la accentuazione del prurito.
La rezione si manifesta con un eritema papulo-vescicolare o orticarioide, pruriginoso.
Reazioni fotoallergiche da contatto si ottengono con i salicilati alogenati dei deodoranti e disinfettanti, con l'esaclorofene, il diclorofene, le carbanilidi, le fenotiazine ed i sulfamidici.
Possono indurre reazioni per via sistemica i sulfamidici, le fenotiazine, i contraccettivi orali ormonali, la griseofulvina, le benzodiazepine ed i ciclamati.

 
  FOTOTOSSICITA'
Per fototossicità si intende una risposta comune di ogni individuo in determinate condizioni.
Ci si trova di fronte ad una rezione di "scottatura solare" esagerata rispetto alla luce ed ai raggi utilizzati. Si manifesta con intenso eritema, talvolta vescicole e bolle, prurito, bruciore sino alla febbre, nei casi di colpo di sole. Le reazioni si manifestano dopo poco tempo solo nelle zone esposte (viso, mani, scollature, etc.) Le sostanze più frequentemente in causa sono le tetracicline, la doxiciclina, l'acido nalidixico, i sulfamidici e la griseofulvina.
 
     
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