L'ABBRONZATURA E LA MELANINA
  L’abbronzatura della pelle (melanogenesi) è una sorta di meccanismo naturale di difesa che la cute mette in atto nei confronti dei raggi solari e delle lampade abbronzanti mediante la produzione di un pigmento la melanina, da parte di alcune cellule specializzate i melanociti.
La produzione di questo pigmento la melanina appunto è diversa per quantità e qualità, a seconda dei diversi fototipi di pelle, e del loro DNA cellulare.

In poche parole la facilità di procurarsi una bella abbronzatura o al contrario la predisposizione di certi soggetti alla non abbronzatura , con eritemi e scottature.
O in altri casi ancora procurarsi una abbronzatura di colore molto chiaro nonostante la costanza di assunzione di Raggi UV - dipende esclusivamente dalla tipologia cutanea, determinata da fattori raziali e genetici, e di conseguenza dalla quantità e qualità di melanina che la cute è in grado di produrre e usare quale scudo contro le radiazioni UV.

Si deve ricordare che accanto alla melanogenesi esiste un altro processo di difesa cutanea contro i raggi solari rappresentato da un rapido ispessimento dello strato corneo della pelle (ipercheratosi epidermica) per cui una buona abbronzatura si ottiene se concorrono le tre classiche situazioni favorevoli: possibilità di difendersi dall’eritema, sufficiente dotazione meleninica ed ipercheratosi rapida ed efficace.


Tutti sanno che la pelle si abbronza attraverso l'esposizione alla luce solare naturale e artificiale. Anche i vocaboli UV-A, UV-B e melanina sono largamente noti. Ma in pochi conoscono i meccanismi dell’abbronzatura cutanea e il ruolo dei diversi tipi di luce e della melanina. Il processo avviene letteralmente sotto pelle.

La chiave dell’abbronzatura risiede nelle differenti caratteristiche dei raggi UV-B a onde corte e dei raggi UV-A a onde lunghe. Per un'abbronzatura attraente e duratura necessitiamo di entrambi. I raggi UV-B contengono più energia, aumentano la produzione di melanina e provocano un ispessimento dello strato corneo della cute che funge da protezione solare naturale ma l’abbronzatura si ottiene solo quando la melanina viene colorata dai raggi UV-A con l'aiuto dall’ossigeno. Il segreto dell’abbronzatura quindi risiede nell’interazione tra raggi UV-A e UV-B.

La cute umana si compone di diversi strati. I raggi UV-A che colpiscono la nostra pelle penetrano fino al tessuto connettivo e al derma. Nello strato germinativo, lo strato più profondo dell’epidermide, risiedono i melanociti, responsabili della produzione del pigmento melanina. La melanina sale fino alla superficie cutanea e qui si incontra con i raggi UV-A e l’ossigeno che, attraverso il sangue, giunge alle cellule cutanee, si genera così una reazione che fa sì che la melanina venga colorata e la pelle assuma la tanto desiderata abbronzatura. Tale fenomeno viene denominato pigmentazione diretta.

La pigmentazione indiretta si svolge in maniera un po’ differente e in essa sono i raggi UV-B a rivestire il ruolo principale. Già a piccole dosi i raggi UV-B stimolano nei melanociti la produzione di melanina. Grazie a ciò giunge complessivamente più melanina sulla superficie cutanea e i raggi UV-A e l’ossigeno abbronzano la pelle attraverso la pigmentazione diretta in maniera molto più intensa.

Quindi, mentre i raggi UV-A sono responsabili dell’abbronzatura più immediatamente visibile, i raggi UV-B fanno si che l’abbronzatura sia più intensa e duratura. Gli apparecchi abbronzanti, dei moderni centri solari, offrono raggi UV-A e UV-B 365 giorni all’anno, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche e sempre con lo stesso dosaggio. Fatevi consigliare dal personale competente del vostro centro solare. Qui scoprirete anche il vostro tipo di pelle, la tipologia di lettino e i tempi di esposizione più adatti a voi.

L'abbronzatura è data dalla produzione di un pigmento protettivo, la melanina: i raggi del sole attivano delle cellule specializzate presenti nella pelle, i melanociti, che producono la melanina e la immagazzinano in vescicole che migrano tra le cellule della pelle. È questo pigmento, insieme ad un altro, il carotene, prodotto da altre cellule della pelle, che agisce come una barriera protettiva verso i raggi del sole e che dà il colore bruno caratteristico dell'abbronzatura.
Le variazioni di colore della pelle abbronzata tra diverse persone dipendono proprio dal numero, dalla distribuzione e dalla dimensione di queste vescicole. Le persone con la pelle chiara o i bambini, che non producono grosse quantità di melanina, sono le persone che più facilmente si scottano. Anche alcuni farmaci o alcune malattie possono contribuire a diminuirne la produzione.

I raggi ultravioletti sono delle radiazioni più piccole e più rapide della luce visibile colorata (che ha una lunghezza d'onda da 400 a 700 nanometri, ad ogni lunghezza d'onda in questo intervallo corrisponde un colore), che costituiscono meno del 5% della radiazione solare.

Le radiazioni solari ultraviolette sono divise in tre classi:

i raggi A, gli UVA, di lunghezza d'onda 320-400 nanometri;

i raggi B, gli UVB (280-320 nanometri), radiazioni più potenti che aumentano durante l'estate e che sono la più diretta causa delle scottature;

i raggi C, gli UVC, (lunghezza d'onda inferiore a 280 nanometri), i più forti e pericolosi.
Gran parte dei raggi B e dei raggi C sono assorbiti dallo strato di ozono dell'atmosfera prima di raggiungere la superficie della terra. Le radiazioni che raggiungono la terra sono poi assorbite in gran parte dai comuni vetri delle finestre, dalle impurità presenti nell'aria, come la polvere, l'acqua o il fumo, o sono filtrati dai tessuti che indossiamo.
Una piccola quantità di luce del sole è essenziale per una buona salute: la vitamina D è prodotta con l'aiuto della luce del sole e molti microrganismi potenzialmente pericolosi sono uccisi dai raggi del sole. Infatti, proprio per questo i raggi ultravioletti sono normalmente usati per sterilizzare stanze operatorie, strumenti chirurgici o medicinali.
 
     
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