SOLE e DNA CELLULARE
  Il sole è la più importante sorgente di radiazioni e di energia conosciuta.
la luce solare arriva a contatto con la nostra pelle in due forme: la forma radiante e quella corpuscolare.
La prima è costituita da onde elettromagnetiche, la seconda da particelle con alto contenuto fotonico, da elettroni e dalle particelle "alfa", nel cui nucleo è contenuto l'elio. Nel sole ogni secondo, si avrebbe la trasformazione di idrogeno in elio, con produzione di energia, di cui solo circa il 7% verrebbe trasmessa sulla terra.
 
     
  LA MELANOGENESI
come e perché.
 
  I raggi che compongono lo spettro solare sono di varia intensità e lunghezza d'onda, quelli ultravioletti sono i responsabili dell'abbronzatura e vengono definiti raggi UVB
(bassa lunghezza d'onda ed alta energia, dai 290 ai 315 nanometri)
: questi raggi anche se presenti in piccolissima parte nei raggi incidenti, sono quelli che producono tutti gli effetti cutanei.
L'epidermide sollecitata dall'energia scaricata dai raggi UVB pone in atto, in tempi diversi, tre meccanismi di difesa: nelle prime 12-24 ore vengono attivati mediatori (forse prostaglandine) che, diffondendosi verso 1'interno del derma ne raggiungono i vasi sanguigni e provocano una vasodilatazione con aumento della temperatura superficiale, arrossamento ed edema più comunemente chiamato eritema; nelle ore successive all'esposizione (25-72 ore) i raggi UVB determinano nei melanociti una reazione enzimatica per effetto della tirosinasi deputata alla formazione di melanina e, tramite i melanosomi, i glomeruli di melanina vengono trasferiti nei distretti epiteliali più superficiali colorando la pelle e facendo barriera contro l'insulto dei raggi solari; contemporaneamente a questi meccanismi di difesa i cheratinociti, sempre sollecitati dagli UVB, raddoppiano, sempre nelle 72 ore, lo strato corneo dell'epidermide creando, assieme ai granuli di melanina, una ulteriore barriera difensiva e di protezione alle cellule.

Oltre ai raggi ultravioletti troviamo anche i raggi UVA
(315-400 nanometri, 1000 volte meno energici dei primi)
che inducono un'accelerazione, in presenza di strutture premelaniniche, del processo della melanogenesi completandone il processo di polimerizzazione: per questo motivo i raggi UVA sono detti a torto raggi abbronzanti per distinguerli dagli UVB detti eritematosi; in realtà gli UVA sono da considerarsi come coadiuvanti delta pigmentazione, mentre gli UVB come abbronzanti primari.
 
  Gli effetti cutanei del sole sono essenzialmente un eritema acuto che compare solitamente dopo 20 minuti e un eritema ad evoluzione cronicizzante, che conduce all'avvizzimento precoce ed anche ad altre manifestazioni secondarie, che possono arrivare anche alla produzione di tumori locali.

Quanto la cute viene sottoposta per un certo periodo ad esposizione solare, si va incontro alla melanogenesi, ovvero l'abbronzatura.

Addizionalmente si sviluppa un altro sistema di difesa della pelle, la ipercheratosi epidermica, ovvero un ispessimento della pelle, dovuto ad un accelerato ricambio cellulare da parte delle cellule che producono cheratina.

Inoltre si produce una sorta di filtro naturale, l'acido urocanico, sostanza veicolata tramite il sudore e capace di assorbire i raggi UVA.

Quindi una abbronzatura corretta, uniforme e diffusa si ottiene grazie a tre fenomeni: capacità di difendersi dall'azione infiammatoria esterna manifestata dall'eritema, corretta dotazione melaninica, ipercheratosi pronta ed efficace.

E quindi importante che l'organismo sia in salute e sia pronto ad affrontare il sole. Via libera quindi a vitamine antiossidanti, acqua, corretta alimentazione. Evitare di sottoporsi in modo prolungato al sole se si è in uno stato di stress elevato, stanchezza fisica, etc.

Il bersaglio delle radiazioni solari è il DNA cellulare. Se la quantità di raggi è superiore alla propria tolleranza si può avere interruzione della doppia elica, con notevole quantità di lesioni, anche se il DNA ha una eccezionale capacità di autoripararsi.


In tal caso si ha una produzione notevolissima di radicali liberi, i quali liberano enzimi distruttivi detti idrolasi.

Inoltre l'aggressione dell'energia fisica ripetuta della luce del sole si riperquote sull'elastina e sulle fibre di collagene, la cute inizia ad ispessirsi dalla superficie in profondità (elastosi), compaiono rughe sempre più accentuate, alterazioni di pigmentazione.

E' molto importante diagnosticare in tempo l'elastosi, per evitarne l'evoluzione progressiva, consigliando l'esposizione prolungata ed eccessiva e l'impiego costante di filtri ad alto potere assorbente.

Nella nostra società, la pelle abbronzata è spesso sinonimo di pelle sana, giovane e bella. Purtroppo l'esposizione eccessiva al sole, ripetuta per anni, lascia segni indelebili anche sulla pelle più perfetta. E' il fenomeno del foto-aging, il processo biologico attraverso il quale i raggi solari inducono un invecchiamento precoce e profondo della struttura cutanea.

I raggi del sole sono in grado di penetrare nella pelle e raggiungere le strutture profonde.
Come già esposto, i raggi del sole hanno la capacità di generare in loco i radicali liberi, vere e proprie "bombe biologiche" che, danneggiando le funzioni cellulari, inducono la formazione precoce di rughe, perdità di elasticità, alterazioni della tessitura e della pigmentazione cutanea, tumori.

Esistono dei meccanismi biologici naturali di difesa in grado di contrastare i danni indotti dai raggi UV. Le cellule però hanno in dotazione un patrimonio antiossidante limitato, non in grado di tamponare gli effetti negativi provocati da una produzione eccessiva o prolungata.

E' necessario quindi potenziare i sistemi antiossidanti naturali con trattamenti mirati. E' certamente importante farlo prima dell'esposizione al sole ma anche intervenire dopo l'esposizione, per ripristinare i livelli cutanei di antiossidanti.

Porre inoltre attenzione a esporsi al sole senza trucchi per la pelle come ad esempio il trucco per gli occhi, per evitare possibili allergie. Usare solo creme solari certificate.
Non avere fretta ad abbronzarsi, il colorito migliore è quello che si ottiene col tempo.
Per chi avesse deciso di depilarsi, è opportuno che lo faccia almeno 24 ore prima, per evitare problemi con l'esposizione solare.


Una esposizione prolungata e senza controllo alla luce del sole intensa, in modo particolare l'abbronzatura "selvaggia" sulla spiaggia nei mesi estivi, può essere causa di un effluvio in telogen.

Una esposizione comunque non eccessiva e controllata al sole può invece risultare curativa nei casi di alopecia areata.

E' quindi opportuno coprire le zone già affette da calvizie. Una scottatura dello scalpo può provocare una caduta indotta 3-4 mesi dopo l'evento scatenante.

In modo particolare devono evitare l'esposizione al sole le persone che utilizzano soluzioni a base di acido retinoico, il quale, inoltre, va usato soltanto di sera.
 
  Qualche consiglio addizionale:  
  •Evitare l'esposizione solare diretta per un lungo periodo di tempo

•I raggi solari sono molti intensi dalle 10 del mattino alle 2 del pomeriggio, tentare di evitare il sole durante queste ore

•Anche all'ombra l'intensità della radiazione ultravioletta può essere il 50% di quella della luce diretta, mentre la sabbia della spiaggia intensifica l'intensità del 25% (la neve il 100%)

•Nei giorni foschi e nuvolosi il 70-80% di radiazione penetra lo stesso

•La migliore protezione per il capo è un cappello
 
  Esposizione positiva al sole:  
  •Usare un prodotto protettivo e positivo per la pelle (vedere ad esempio Protect & Restore Suntanning lotion)  
  •L'esposizione moderata (massimo 30 minuti al giorno) per giorni produce i risultati migliori, l'esposizione al sole produce lentamente il pigmento (melanina) nella pelle. Ci vogliono circa tre giorni per provocare significativo aumento di melanina nella pelle.  
  •La melanina rende impraticabile l'azione dei raggi solari ed è un potente antiossidante.  
  •L'esposizione solare aumenta lo spessore della pelle, questo effetto avviene dopo circa tre settimane. Ciò migliora l'aspetto della pelle. Ma ancora una volta : prendere il sole con cautela!  
  •Può essere utile assumere 3mg di rame in più al giorno, che attiverà la superossidodismutasi, la principale difesa antiossidante che noi abbiamo.  
  •Le radiazioni solari sono costituite da onde elettromagnetiche  
  •La capacità delle varie radiazioni di penetrazione nella cute é direttamente proporzionale alla loro lunghezza d'onda  
  •Penetrano più in profondità gli infrarossi, seguiti dai raggi visibili, dagli UV-A a dagli UV-B  
  •L'intensità di irradiazione dipende dalla latitudine, dal clima, dall'ora del giorno  
  •Le radiazioni inducono nella cute alterazioni cellulari a tissutali  
  •L'abbronzatura é il sistema principale con cui l'organismo esercita la fotoprotezione (melanogenesi)  
  •La melanogenesi non é uguale per tutti  
  •Ognuno ha un proprio foto-tipo, espresso dalla intensità dell'eritema solare a dalla capacità dì pigmentazione  
  •Più intensa é la capacità abbronzante, maggiore é la difesa naturale nei confronti dell'esposizione solare  
  •Le difese naturali (strato corneo e pigmentazione) non sono sufficienti a proteggerci dalla eccessiva esposizione al sole  
  •L'eccessiva esposizione al sole, protratta per anni, induce precoce a intenso invecchiamento cutaneo e può condurre alla comparsa di lesioni pretumorali e tumorali della pelle  
     
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